mercoledì 17 ottobre 2007

Ristorante Pizzeria il Ponte: quando l'olio è di casa




Nel fine settimana appena passato io, Martina e un mio amico siamo andati ad Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata. Purtroppo siamo dovuti partire in tarda serata, quindi per cena ci siamo fermati nell'unico ristorante/pizzeria di Ponte d'Arbia, vicino a Buonconvento. Il locale si trova subito dietro a una curva e l'uscita dal parcheggio è abbastanza pericolosa. Una volta parcheggiata la macchina nel piazzale a sterro siamo entrati: le pareti color rosso film porno ci hanno dato il benvenuto.
Il locale è disposto su due piani: al primo ci sono i tavoli, la cassa e la cucina in una stanza separata, mentre al secondo troviamo altri tavoli e il bagno. E' stato divertentissimo lavarsi le mani perché la distanza tra l'erogatore del sapone e il lavandino è ridottissima.
Una volta seduti ci hanno portato i menu e un cestino con dei pezzi di focaccia fatti a quadrottini: non male come sapore ma piuttosto unti tanto da essere praticamente fritti sotto... e questo è un presagio.
Una volta deciso cosa ordinare, abbiamo aspettato pazientemente la cameriera che ha servito chiunque altro prima di noi. Nel frattempo una coppia di anziani hanno mangiato un piatto di pasta al pomodoro e un petto di pollo ai ferri. Ora mi domando: ma se devi mangiare queste cose, che ca**o vai a fare al ristorante? Vabbè, fatti loro.
Finalmente ordiniamo le nostre pizze: io prendo una maialona (che nome, eh!) cioè con salsiccia, prosciutto, wurstel, salamino a cui io ho fatto aggiungere della cipolla per alleggerire il tutto. Martina, per controbilanciare il mio alito, decide per una tonno e cipolla. L'altro commensale una wurstel e salsiccia. Dopo pochi minuti arrivano i nostri piatti e vedo subito che qualcosa non va. Nonostante nel menu si vantino di avere il forno a legna come sinonimo di qualità, le pizze sono indubbiamente stese con il mattarello: il cornicione è bassissimo e il disco è estremamente regolare e molto sottile. Al momento del taglio scopro altri orrori: l'impasto è stato lievitato di fretta e furia (pizza cotta sopra e sotto ma cruda nel centro con alveolatura assente), i wurstel avevano qualche giorno di troppo e l'impasto era insipido. La cipolla è stata messa a crudo prima dell'infornata ed è stato aggiunto un abbondante giro d'olio che sapeva di vecchio e fritto per via della cottura. Ancora peggio la pizza di Martina: il tonno, del peggior discount, non è stato praticamente sgocciolato e ad ogni fetta l'olio cadeva in abbondanza sul piatto. Che schifo!!!
Il bello è che fanno i simpatici sul menu, con frasi del tipo "non chiedete il calzone il sabato sera perché ci vuole troppo tempo a farli e il pizzaiolo si incazza". Probabilmente lo stesso menu è quello del vecchio proprietario: persona fuori di testa ma estremamente simpatica e vivace. Ero stato in questo ristorante 3 anni fa e non posso dirvi cosa mi ha detto il proprietario quando ho ordinato la maialona.
In conclusione non mangiate la pizza in questo locale se non volete sorbirvi un pasto mediocre e una possibile nausea dopo cena. Magari i primi e i secondi sono squisiti, chissà... Ah, non ordinate neanche il caffè, non dico altro.

Ambiente: 6/10 - Niente di speciale, un normalissimo ristorante.

Servizio: 6/10 - La cameriera è stata molto gentile anche se ci ha serviti un po' tardi.

Pietanze: 3/10 - Parlo solo per la pizza: unta, lievitata male e condita peggio.

Prezzo: 6/10 - Nella media.

P.S. Avevano finito i bigliettini, perciò ho usato la bustina di zucchero per le immagini.

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