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martedì 27 ottobre 2009

Zucchine, melanzane, olive, peperoni e pomodori: un mix tra sottoli, agrodolce e salamoia

Ho pensato di inserire dei piccoli banner per prendere qualche spicciolo, come contributo per il mio impegno nella redazione del blog e nella speranza che qualcuno ci clicchi sopra. Tranquilli, non tempesterò le pagine con le pubblicità, in quanto veramente fastidiose.
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Questa estate ho fatto il "donnino di casa": conserve di pomodoro sotto vetro, peperoni e melanzane in agrodolce, zucchine e pomodori secchi (seccati da me!) sottolio e di recente olive raccolte dal sottoscritto fatte sia in salamoia (in preparazione), sia sottolio. Tutto ciò è estremamente conveniente perché a fine agosto le cassette di pomodori hanno un prezzo molto basso, quindi ho fatto dei sughi sotto vetro in 3 varianti: al basilico, simil amatriciana, tonno capperi e olive.
Anche le verdure di stagine hanno un ottimo prezzo, quindi non ho esitato a preparare zucchine sottolio, melanzane in agrodolce e i pomodori seccati in balcone.

Non ancora soddisfatto, di recente sono andato in un giardinetto comunale sopra casa, dove sono presenti svariati ulivi. Munito di busta e sotto lo sguardo di varie nonne (rompiscatole!) che portano il cane a fare i loro bisogni, mi sono messo a raccogliere in 2 round circa 4 kg di olive che ho preparato in 2 varietà: sottolio e in salamoia (cliccate sopra le parole per aprire le relative pagine). Le ricette di queste ultime le ho reperite sul mitico forum di cookaround, fonte di grande ispirazione per il sottoscritto.
Ho deciso di non riportare le foto passo passo dei procedimenti perché le ricette non sono mie e poi avrei fatto una replica di una procedura già descritta benissimo dai relativi autori.
Riguardo le olive in salamoia non posso dire nulla perché sono a metà procedimento, però posso tranquillamente dichiarare che quelle verdi schiacciate erano già deliziose prima di metterle sottolio. Poi volete mettere la soddisfazione di raccogliere i frutti con le vostre mani, frutti che sono senza ogm, totalmente biologici, senza pesticidi e schifezze varie? E poi il gusto, il colore vero, la soddisfazione di aver preparato tutto da soli... non ha veramente prezzo. L'unico inconveniente è il tempo, perché per preparare queste delizie occorre pazienza, organizzazione e un bel po' di barattoli riciclati. Qua sotto c'è un'orrenda foto rappresentativa dei vari sottoli e verdure in agrodolce.



Mi dispiace di non aver fatto foto della preparazione delle conserve, purtroppo questa estate non avevo ancora una macchina fotografica e adesso... beh... c'è rimasto ben poco da fotografare ^_^

domenica 11 ottobre 2009

Cozze in padella: leggere, semplici e buone

Finalmente sono di nuovo in possesso di una macchina fotografica e dopo un periodo di latitanza torno con una ricetta semplice semplice ma buona buona, ossia le cozze in padella, piatto di semplice preparazione e dal basso costo.
Sono stato al supermercato di fiducia e ho visto una retina di questi molluschi dall'aspetto invitante, ovviamente non ho resistito. Durante l'acquisto ho chiesto all'addetta della pescheria di farmele pulire in centrifuga, in modo da rendere tale compito più semplice una volta a casa. Le cozze andranno controllate una ad una per rimuovere le incrostazioni, le barbette e per gettare quelle morte, cosa molto importante! Per la pulizia vi segnalo un paio di link:

Link 1 - Link 2


Queste sono le cozze pronte per essere cucinate una volta pulite e state un paio d'ore in acqua salata.




Io per i molluschi prediligo sapori "basilari", in questo caso ho utilizzato aglio, prezzemolo, pomodoro, pepe, peperoncino, vino bianco e sale. Ovviamente potete scegliere quello che più vi piace, sono buone anche col solo vino. Interessante è l'impiego del sedano come ho avuto modo di provare a Bruxelles, un tocco accessorio che a mio parere dona molto.




In questo caso ho messo tutti gli ingredienti a crudo, senza stare a tritare il tutto. Ho aggiunto un filo d'olio e ho coperto la padella una volta formatosi il sughetto.





Quando questo si è asciugato ho aggiunto le cozze e un po' di vino bianco, ho coperto di nuovo e lasciato cuocere per un paio di minuti, mescolando una volta i molluschi e ottenendo così una bella padellata come questa qua sotto.




Con questo ben di Dio potete fare di tutto: mangiare direttamente dalla padella, buttare il tutto in un bel piatto di spaghetti da far mantecare con il sughetto delle cozze, fare un risotto... l'importante è mangiarle, perché sono tanto buone!

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domenica 14 giugno 2009

Pasta al sugo di peperoni

E' quasi estate, fuori fa un caldo cane, in casa non gira un filo d'aria e io ho un mal di schiena da guinnes che mi perseguita da più di una settimana. Apro il frigo: un peperone che implora pietà, cipolla, insalata, pomodori e... basta :-(
Dopo aver ragionato e "googlato" qualche minuto direttamente dalla serie "non mi arrendo" decido di farmi un piatto di pasta con quel che c'è, ossia quasi niente.

Veniamo ai ricchi ingredienti della giornata: un peperone, una cipolla rossa (bianca sarebbe stata più adatta), latte, sale, pepe e paprika.



Per prima cosa ho lavato le verdure, tagliata la cipolla e messa in padella con pochissimo olio.



Mentre il fuoco faceva il suo compito ho tagliato anche il peperone a listarelle, avendo cura di eliminare i semi interni e le parti bianche. Una volta che la cipolla si è appassita ho aggiunto appunto il peperone.



A fiamma vivace ho fatto cuocere bene bene il tutto, girando quando necessario con un mestolo di legno per evitare bruciacchiature e sapori sgradevoli.



Cotti peperone e cipolla ho aggiunto sale, pepe, paprika e infine il latte.



Sempre a fiamma vivace ho fatto ridurre i liquidi, girando spesso il tutto per evitare i grumi del latte (cosa che non sono riuscito a fare), ottenendo questa pappetta poco invitante.



Infine ho versato il tutto in un dosatore e ho frullato con il frullatore a immersione, incredibilmente senza schizzare per tutta la cucina (e facendo sparire i grumi ^_^)



Nel frattempo avevo messo a cuocere un po' di pasta, che ho poi scolato e condito con questo sugo vegetale. La presentazione non sarà bella, ho messo troppo sugo e le tagliatelle sarebbero state molto più adatte, però è venuto buono. A mio parere un pizzico di Parmigiano ci stava bene, averlo avuto...





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mercoledì 21 maggio 2008

Le pappardelle al cinghiale

E' sabato, ho un pezzo di cinghiale, degli ottimi pomodori campani in barattolo, farina, uova, non manca quasi niente: pappardelle al cinghiale!!!
Dopo essermi svegliato un po' appesantito causa assaggi vari di birre belghe la sera prima a cena al TNT pub di Bibbiano, inizio lentamente a preparare tutto il necessario. Il cinghiale lo avevo messo nel tardo pomeriggio di venerdì a marinare con del vino decente (consiglio vivamente uno di corpo, niente vini giovani quindi e soprattutto niente vini nel cartone!), una cipolla, due foglie di alloro, ginepro e ho allungato il tutto con poca acqua per coprire la carne. Il cinghiale ha bisogno di questo procedimento per eliminare il sapore di selvatico che lo renderebbe irrimediabilmente immangiabile.
Il giorno prima avevo anche acquistato due salsicce fresche e 4hg di macinato alla SMA di Vico Alto, che ha un reparto macelleria minuscolo ma di primissima qualità.

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Prima di tutto ho pulito il cinghiale dal grasso e dalle altre parti poco nobili, successivamente l'ho tagliato tipo spezzatino. Dopo ho mescolato a mano il macinato con le due salsicce spellate. Poi ho fatto un soffritto nella pentola di acciaio con la cipolla recuperata della marinata, un paio di spicchi di aglio, pochissimo peperoncino. Una volta imbiondito il tutto ho aggiunto il cinghiale precedentemente diviso e l'ho fatto scottare bene bene, infine l'ho tolto e messo in un piatto.




Ho versato il macinato mescolato con la salsiccia nella pentola e girato con molta cura per evitare che si appallottolasse il tutto e ho fatto asciugare un po'. Quando il liquido si è ritirato, ho rimesso nella pentola i pezzi di cinghiale e ho versato un bicchiere di vino.




Ho fatto nuovamente asciugare il tutto e poi ho aggiunto 3 lattine di polpa di pomodoro... e che polpa, buonissima!



Ho coperto e fatto cuocere lentamente girando di tanto in tanto. Per questo tipo di sughi io sono dell'opinione di mia nonna: cottura a fiamma bassa e molto lunga. Il cinghiale poi ha bisogno di cuocere in modo ottimale per renderlo morbido e gustoso. Man mano che il tutto cuoceva sono andato da Alessandro per preparare la pasta.

Per l'impasto ho seguito lo standard che si trova praticamente ovunque, cioè un uovo per ogni hg di farina. Ho quindi messo in un ciotolino la farina con in mezzo le due uova.




Abbiamo impastato a mano cercando di evitare grumi e rendendo il composto il più liscio possibile. Il risultato è stato un po' asciutto, ma per essere al prima volta non è andata per niente male.



Abbiamo avvolto l'impasto nel cellophane e messo in frigorifero per mezzora. Non so a cosa serva, però ho letto di un sacco di persone che lo fanno, perciò perché non provare?
Con molta pazienza e armati di mattarello abbiamo steso la pasta infarinando quando necessario. Come già detto purtroppo il composto era un po' secco e non si tirava bene, però piano piano ci siamo riusciti. Una volta steso l'impasto lo abbiamo arrotolato e tagliato a strisce. Alla fine una piccola spolverata di farine per evitare che pappardelle si attaccassero.



Una volta pronto il sugo abbiamo buttato la pasta nell'acqua bollente con un goccio di olio per evitare che si attaccasse. Il risultato finale? Mi sono addirittura scordato di fare le foto, giudicate voi ^_^

martedì 13 maggio 2008

Abbiamo fatto i Muffin

Era un venerdì sera come un altro ma Martina purtroppo era come sempre e quando rompe, rompe. Fortunatamente questa volta ha rotto in modo positivo, perché aveva voglia di fare dolci. Consultando Alessandro, nostro coinquilino e compagno di ricette al forno (il suo, visto che ancora non ne ho uno!), hanno deciso con il mio contributo di fare i muffin, utilizzando una ricetta trovata sul web e sperimentata con successo mesi fa dal sottoscritto:


Dosi per 12pz – pronti in 30min

INGREDIENTI SECCHI
140 gr zucchero
250 gr farina autolievitante oppure 250 gr farina e 1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato

INGREDIENTI UMIDI
85 gr burro sciolto
2 uova
200 ml. Latte
1 cucchiaino di estratto di vaniglia


INGREDIENTI A PEZZI
150 gr mirtilli


Scaldare il forno a 200° e imburrare una teglia da muffin da 12 oppure preparare gli appositi stampini di carta.

Mescolare assieme gli ingredienti umidi, dopodiché aggiungere agli ingredienti secchi, mescolando finchè saranno ben amalgamati, ma non eccessivamente altrimenti i muffins risulteranno duri.
Aggiungere in fine i mirtilli.

Versare l’impasto a cucchiaiate negli stampi e cuocere per 15-18 min. finchè non saranno ben dorati.
Far raffreddare su una griglia e servire tiepidi.

REGOLE D'ORO PER MUFFINS PERFETTI:
1. Mescolare tutti gli ingredienti umidi a parte e poi aggiungerli a quelli secchi.
2. le aggiunte di frutta, verdura…ecc. vanno fatte alla fine.
3. Non mescolare eccessivamente

Non cuocere troppo i muffins, sono pronti quando hanno lievitato e sono ben dorati.
Nel caso non si consumassero subito metterli in un contenitore ermetico al massimo due giorni oppure si possono congelare, scongelare e scaldare in forno per un paio di minuti.


Beh il procedimento è più che chiaro, tanto che io sono riuscito a fare casino. Ho aggiunto gli ingredienti umidi a quelli secchi invece di fare il contrario, ingrumando il tutto, tanto da rendere necessario l'uso dello sbattitore elettrico. Inoltre abbiamo fatto delle varianti, realizzando muffin bianchi, alle fragole, al cioccolato, al cacao e al cacao e cocco. Le foto che posto conseguentemente sono il risultato di un procedimento sbagliato, anche se alla fine i muffin sono venuti molto buoni, in particolare quelli senza cacao.


Gli ingredienti




L'impasto versato nello stampo




Vista dall'alto




Ammucchiata




"Senza titolo"


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mercoledì 14 novembre 2007

Olio aromatizzato

Durante un pomeriggio mi è venuta una voglia matta di preparare dell'olio aromatizzato per arrosti e soprattutto per bruschette. Non avevo un'idea precisa di come farlo, l'importante era riuscirci. Qualche mese fa avevo già provato e fallito perché non sapevo assolutamente che gli ingredienti da immergere devono essere assolutamente secchi, pena tanta muffa e tutto da buttare.
In casa avevo da parte una bella bottiglietta che conteneva liquore alle castagne dell'Amiata, adattissima allo scopo, ovviamente lavata e asciugata accuratamente. L'unico ingrediente secco utile che avevo in casa erano le bacche di ginepro, quindi non ci ho pensato due volte e ne ho messe dentro alcune. Volevo aggiungere anche aglio, rosmarino e salvia: per seccarli li ho messi per qualche giorno su un termosifone utilizzando uno scottex. Si sono seccati alla perfezione. Non ho fatto foto del procedimento perché preso dalla foga me ne sono scordato. Questo comunque è il risultato dopo pochi giorni.




A distanza di 3 settimane ho assaggiato l'olio ma gli aromi non si sentono poi molto. Aspetterò ancora qualche settimana ed eventualmente farò aggiunte.

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martedì 26 giugno 2007

E' tempo di zucchine e di Linux

Non c'entra un bel niente, ma in questi giorni ho installato Feisty, l'ultima versione di Ubuntu. Per chi non lo sapesse sto parlando di Linux. Non sapete cos'è Linux? E' un sistema opearativo gratuito. Non sapete cos'è un sistema operativo? In soldoni è quel programma che fa funzionare tutti i programmi nel computer (vedi Windows). Non sapete cos'è un computer? Beh... qualcosa non torna :-) Comunque questa versione di Ubuntu è bellissima, facilissima e molto intuitiva. Sicuramente molto ma molto meglio di Windows Xp. In un paio di giorni ho già imparato tutti i comandi basilari e qualcosa di più avanzato. Se vi interessa potete scaricare il cd live, ovvero un cd che vi permette di provare Ubuntu senza installarlo e senza fare danni sul proprio computer. Se siete interessati cliccate qua.

Siamo alle soglie dell'estate e quest'anno ho deciso di piantare qualche ortaggio nel mio mini giardino: 8 piante di pomodori che fanno frutti ma ancora non sono maturi, 2 di cetrioli, una di peperone, una di melone che cresce a dismisura, una di peperoncino piccante e 2 di zucchine. Quest'ultime sono le uniche che mi danno qualche soddisfazione, ovvero fruttano e bene. Se avete uno spazio, anche piccolo in cui piantare zucchine e pomodori fatelo! E' un altro gusto rispetto a quelli che si comprano, non potete neanche immaginare. Con un paio d'euro ho preso un bel po' di piantine miste al mercato. Basta dare tutti giorni l'acqua e dare un po' di verde rame e la natura fa il suo dovere.

Stamattina ho raccolto un paio di zucchine e dopo l'enorme sforzo per aver tagliato 2 e dico ben 2 cucurbitacee (ed ecco il termine "tecnico" da sborone) forse un po' troppo cresciute, ho deciso di fare una ricettina veloce e facile, cioè un condimento per il riso, ma buonissimo anche con la pasta, specialmente quella all'uovo. Veniamo agli ingredienti:
Zucchine (ma va?) più eventuali fiori
Cipolla
Basilico
Salsiccia fresca di maiale
Basilico
Olio evo
Vino bianco (che non ho messo nella foto perché è di quello nel cartone e mi vergogno)
Sale e pepe





In una piccola pentola ho versato un filo d'olio, la cipolla fatta a pezzettini e la salsiccia spellata e spezzettata e ho acceso il fornello.


Ho girato di tanto in tanto con un cucchiaio e nel frattempo ho lavato e fatto a pezzetti la zucchina. Alla fine ne ho usata una sola, più che sufficiente.




Dopo qualche minuto e varie girate di cucchiaio la cipolla si è dorata e la salsiccia cotta.




A questo punto ho aggiunto il vino bianco (se così si può definire quel liquido nel tetrapak) e ho fatto sfumare; poi ho aggiunto le zucchine e le foglie di basilico spezzate a mano. Mi raccomando non tagliate mai il basilico con il coltello perché diventa nero.



Ho dato un paio di girate con il cucchiaio e ho coperto la pentola lasciando una fiamma vivace. Ogni tanto è necessario mescolare per non far attaccare (ehm ehm... un pochino mi si è attaccato, ma nulla di grave). Le zucchine a me non piacciono troppo cotte quindi un quarto d'ora è più che sufficiente. Quasi alla fine ho aggiunto i fiori puliti e privati del pistillo.




Ed ecco il tutto a cottura ultimata. Probilmente andava cotta un po' meno, ma va bene anche così



Nel frattempo ho messo il riso a bollire, poi l'ho versato nella pentola in cui ho fatto ultimare la cottura. Ovviamente ho mangiato dalla pentola perché sono pigro e odio lavare i piatti.




Voglio sottolineare che utilizzando le zucchine dell'orto il sapore è ben diverso rispetto alle zucchine comprate al supermercato. Pensate che non ho praticamente aggiunto sale perché la salsiccia già di suo è salata e la zucchina è molto gustosa.

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venerdì 15 giugno 2007

Impariamo a fare la... PIZZA




Alzi la mano a chi non piace la pizza (sembra la pubblicità della Coca Cola light). Bene, a parte chi non l'ha alzata perché gli fa schifo (maledetti!) e a parte i poveri celiaci che non possono mangiarla e a cui il 99% del mondo gastronomico ha fatto un pernacchione nel muso piuttosto che trovare reali alternative, la maggioranza di voi sarà interessato a questo articolo.

La pizza ha una storia molto antica ma sulla mia tavola ne ha una molto breve, nel senso che non fa tempo a uscire dal forno che è già finita!
Mia nonna per farla usava 82 ettolitri di olio, la farina della coop e mezzo cubetto di lievito. Per carità, non era cattiva, però era pesante come un campanaccio di una chiesa e soprattutto la ruttavo per 2 giorni; se poi ci metteva la salsiccia...
Il mio intento è quello di fare una pizza stile napoletana in casa, quindi con un bel cornicione alto, morbida dentro e fragrante fuori.

Regole base: lavarsi le mani, usare solo farina di qualità, acqua, lievito fresco, sale e olio evo. Quindi niente latte, patate lesse, strutto. Se poi volete metterceli fate pure, tanto io la vostra non la mangio mica!

La "formazione tipo" per fare la pizza è la seguente: impastatrice elettrica o manine, farina (io uso la LoConte per pizza, ottima!), sale, acqua, bilancia, scodella, strofinaccio pulito e setaccio (uso il colino).




Dosi: L'acqua deve essere circa il 65% della farina (dipende dal tipo). Per ogni litro di acqua si usano circa 5 grammi di lievito (d'estate di meno, d'inverno a volte di più; ciò dipende anche da quanto tempo deve lievitare l'impasto) e 50 gr. di sale fino. Per l'olio vado ad occhio, ne metto giusto un filo a fine impasto. Ogni pallina per pizza (paniello) deve pesare circa 200 gr, ma ciò è a piacimento.

Procedimento: alle 16 ho preparato l'impasto per 6 pizze, quindi 1200 gr. in totale. Ho dosato 750 gr. di farina setacciandola con il colino.



Bene, dopo aver buttato mezza farina di fuori perché è un casino fare una foto con una mano mentre con l'altra sbattete un colino cercando di fare centro, ho messo nell'impastatrice un pezzettino di lievito di birra fresco (se è scaduto o vedete che non è più buono buttatelo!!!) grosso come un chicco di mais (sarà circa un grammo), l'ho rotto in più parti e poi ho aggiunto 450 gr. di acqua fredda di rubinetto. Non mettetela calda, a meno che non vogliate una lievitazione super accelerata.




Ho dato un paio di giri di impastatrice per quanto si mescolasse il lievito e ho aggiunto metà della farina.



A questo punto ho impastato per 5 minuti ottenendo una specie di crema.




Ho aggiunto il sale e man mano la restante farina facendo attenzione che si assorbisse tutta mentre la versavo. Alla fine ho aggiunto l'olio evo. Questo procedimento non dovrebbe durare più di 10 minuti, anche se io ne avrò impiegato almeno 15. Ho poi tirato fuori l'impasto e gli ho dato una passata a mano perché non mi sembrava sufficientemente omogeneo.




Intorno alle 17 l'ho messo nell'insalatiera in cui avevo versato la farina e l'ho coperto con uno strofinaccio bagnato e strizzato. Se non lo fate l'impasto mette una crosticina fastidiosa dovuta all'evaporazione.





A questo punto ho fatto riposare il tutto per 2 ore (questa fase si chiama "puntata"). L'impasto è diventato così (non è venuto particolarmente bene secondo me e inoltre queste foto con il flash fanno pena).




Ho tirato fuori il composto, l'ho messo sulla spianatoia e gli ho delicatamente dato la forma di un filone. Per mezzo di una paletta in metallo ho effettuato lo staglio, ossia la divisione in più parti, le quali diventeranno poi i panielli.








Diviso l'impasto in pezzetti di circa 200 gr. l'uno, li ho dato la forma a pallina non passandoli tra il palmo della mano e la spianatoia o arrotolandoli tra le mani, bensì piegando gli angoli in sotto e in dentro, come per fare dei riccioli, dando la forma a funghetto. Molto importante è chiudere il paniello sotto pizzicandolo bene bene con le dita. Purtroppo non è un'operazione facile da spiegare, ma è molto importante per una buona tenuta dell'impasto.



Secondo il mio parere non sono venuti perfetti, dovrebbero essere più tirati e più sferici. Forse ho fatto un impasto molto idratato che tiene meno la forma.
Ho poi disposto i panielli in un contenitore ermetico infarinando leggermente il fondo (non andrebbe fatto in teoria) e ho chiuso bene il tutto facendo attenzione che non passi aria, altrimenti crosticina. Ho usato anche una teglietta da forno coperta con della pellicola da cucina perché nell'altro contenitore non c'era più posto.




Ho messo poi tutto in frigorifero nella parte più fredda, quella bassa. L'impasto classico napoletano vuole solo procedimenti a temperatura ambiente, questo è un metodo "adattato". Ah, se non fosse chiaro odio la birra :-P



Perché ho fatto ciò? L'impasto ha bisogno di maturare oltre che di lievitare. Ciò conferisce miglior sapore, migliore stesura e altre cose che non so. Se non usassi il frigo il processo di fermentazione sarebbe più veloce e l'impasto lieviterebbe troppo veloce senza dare tempo alla maturazione di fare il suo corso.
Giusto per chiarire: ogni tipo di farina ha il suo tempo minimo e massimo di maturazione, a seconda della forza, che si esprime in W. Se ad esempio prendete la Barilla 00, farina debole, sono sufficienti 4/5 ore di maturazione e quindi non serve il frigo. La loconte per pizza è una farina di forza medio/altra e necessita di più tempo. Io per praticità uso circa 24 ore tra puntata, staglio e appretto (cioè la fase tra lo staglio e prima della stesura), ma credo che ne siano sufficienti anche meno. Ci sono farine molto forti che posso arrivare anche a 48 ore di maturazione. L'importante è far andare d'accordo la lievitazione con la maturazione e non eccedere con i tempi di quest'ultima, altrimenti la pasta si inacidisce e potete tranquillamente tirarla in faccia al vicino di casa che vi sta sulle palle.

Verso le 16 ho preso 4 mozzarelle, le ho fatte a pezzetti e le ho messe a scolare in un colapasta dentro il frigo. Poi ho preso un barattolo di pelati (evitate passate o schifezze del genere), li ho versati in una piccola scodella, li ho rotti con una forchetta e ho aggiunto basilico fresco, un po' d'olio e un paio di pizzichi di sale. Io metto anche un po' di aglio in polvere.
Alle 17.30 ho tirato fuori dal frigo i contenitori con i panielli e ho aperto leggermente un lembo del coperchio e della pellicola. Devono stare a temperatura ambiente per tornare in temperatura. Purtroppo non ho fatto le foto dei panielli lievitati perché sono andato a giocare a calcetto e per la fretta mi sono scordato. Però abbiamo vinto, eh eh eh.

Con l'aiuto di una paletta infarinata ho tirato fuori l'impasto e ho iniziato la stesura. Niente mattarello!!! Solo le manine e niente di più. Ho infarinato leggermente il paniello su entrambi i lati, e, partendo dal centro, ho premuto con entrambe le mani cercando di allargare il disco. Cercate di non schiacciare troppo i bordi per avere un bel cornicione. Dopo ho passato l'impasto da una mano all'atra per allargare ancora di più il disco. Guardate questo filmato.
Ho messo pomodoro, mozzarella e gli altri ingredienti e poi ho infornato nel mio mitico G3ferrari (notare le ditate di unto). Non sarà il massimo, ma per uso casalingo è fenomenale!!!









E questo è il risultato. Forse leggermente troppo cotta, ma per niente cattiva.





So di essere stato prolisso e confusionario, ma è la prima volta che mi cimento in una cosa del genere. Un ringraziamento doveroso va agli utenti del forum di pizza.it, senza di loro farei sicuramente delle schifezze terribili.
Se avete commenti scriveteli pure, non c'è bisogno di registrarsi :-)

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