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martedì 19 maggio 2009

Ristorante Pizzeria "Caribia 2" a Follonica



Finalmente un week end al mare con un po' di sole e pure qualche bagno. Ma si sa, le mie ferie non sono tali senza una bella mangiata, nonostante il caldo si sia fatto sentire.
A Follonica ero già stato a cenare al "Caribia 2", ristorante pizzeria napoletana scoperto per caso durante una sera di un padio di anni fa in cui ero stato colpito da una voglia irrefrenabile di pizza. Siamo andati in 3 di sabato sera, pertanto ho dovuto prenotare nonostante fossimo in maggio.
Il locale non è molto grande, non contiene più di 15 tavoli. All'ingresso sulla destra è situato il bar, di fronte alla porta il forno a legna e nel restante spazio i tavoli. La cucina si trova in un altro ambiente, così come il bagno.
Una volta seduti e guardato il menu, abbiamo ordinato in fretta e furia prima che lo facesse una tavolata di 15 persone, altrimenti avremmo mangiato chissà quando. Io, unico a volere l'antipasto, ho gustato un ottimo soughè (così è scritto sul menu!) di cozze: porzione abbondante, pesce pulito, totale assenza di sabbia e un ottimo sugo piccante di pomodoro fresco che non ha resistito alla mia scarpetta. Particolare interessante è il pane, che credo sia fatto da loro.
Proseguendo abbiamo ordinato tutti quanti una pizza a testa perché credo che sia il piatto forte del locale. A mio parere la pietanza è di alto livello, veramente ben realizzata. Il fatto curioso è che il pizzaiolo in realtà è una bravissima pizzaiola e che indubbiamente sa il fatto suo: io sono stato vari minuti a guardarla mentre con una tecnica a me sconosciuta stendeva con violenza i panielli, facendoli schioccare sul piano in marmo.
Riguardo la pizza è di tipo napoletano e per quanto possa saperne io è tranquillamente paragonabile a quella ho potuto gustare nel capoluogo campano.
Parlando invece del servizio c'è stato un piccolo disguido dovuto al pienone del locale. La cameriera, gentilissima, ci ha fatto morire di sete: al momento dell'ordine abbiamo chiesto una bottiglia d'acqua e una birra (chissà per chi...), poi, si sa, la pizza fa venire sete e per ben 3 volte abbiamo chiesto ancora da bere senza esito positivo, perché ogni volta si scordava di noi :-D
Non ancora sazi abbiamo preso in 2 un bel saltimbocca con melanzane, salsiccia e mozzerella. Avremmo preferito la provola, purtroppo non la usano.
Per concludere la serata abbiamo preso un dolce a testa, ossia 1 fetta di pastiera (anche se non è stagione) e 2 babà ripieni di panna. La prima secondo me era troppo forte di sapore, con una prevalenza di arancia candita molto aggressiva. Non dico che fosse cattiva, eh! Peccato, perché l'ultima volta che l'avevo presa era veramente strepitosa. Discorso invece diverso per il babà, tutto sommato buono anche se neanche lontano parente di quello che ho assaggiato a Napoli.

In conclusione consiglio vivamente di andare a mangiare al Caribia 2: le pizze sono ottime e anche il pesce è freschissimo. Inoltre i prezzi sono molto interessanti: €6.5 per il soughé, una margherita 4€ e tutto il resto nella media. I dolci, fatti da loro, sono un po' cari: €4.5 per la pastiera e €4 per il babà.
Mi dispiace di non poter pubblicare foto, purtroppo non ne ho avuto la possibilità. Magari in futuro le aggiungo.

Ambiente: 6/10 - Il locale è semplice, pulito e ovviamente corredato da foto di Totò, Troisi & co. Sarebbe da sistemare un po' l'unico bagno che non è il massimo, ma è una considerazione detta così per dire qualcosa

Servizio: 7/10 - La ragazza, che credo sia la figlia del padrone, è stata veramente cortese disponibile e simpatica. Purtroppo mancava del personale e di sabato si sa, c'è sempre casino. Abbiamo subìto un po' di ritardi e soprattutto abbiamo sofferto la sete, però la perdoniamo ^_^

Pietanze: 9/10 - Pesce fresco, pizze ottime, dolci fatti a mano. Può bastare così.

Prezzo: 8/10 - €53 per 1 antipasto, 3 pizze, 1 saltimbocca, 1 birra media, 1 e ribadisco 1 bottiglia d'acqua, 3 dolci e 2 caffè. Peccato che i babà e la pastiera costino troppo, altrimenti il voto sarebbe stato ancora più alto. Magari la prossima volta mangiamo un gelato per strada.

Ho pensato di inserire dei piccoli banner per prendere qualche spicciolo, come contributo per il mio impegno nella redazione del blog. Non tempesterò le pagine con le pubblicità, in quanto veramente fastidiose. Le troverete solamente tra la fine del post e i commenti.
Non posso dirvi di cliccare sui banner perché è vietato dal regolamento; quindi se volete darmi una mano dovete farlo di vostra spontanea volontà e per vostro interesse... grazie mille!

venerdì 28 novembre 2008

Ristorante Pizzeria Braceria "Il Covo dell'Oste"

ATTENZIONE: IL LOCALE HA CAMBIATO GESTIONE, PERTANTO QUESTA RECENSIONE NON E' PIÙ VALIDA





E' un periodo di magra per le cene fuori: i soldi sono pochi e inoltre lavoro molto spesso la sera fino alle 22. Fortunatamente ogni tanto riesco a fare visita a qualche ristorante. Questa volta sono stato al Covo dell'Oste in Strada della Tressa, zona Coroncina.
La prenotazione è stata dura: abbiamo chiamato il numero presente nell'elenco ma senza fortuna, in quanto esistente. Siamo quindi andati di persona al locale il sabato precedente e abbiamo trovato un numero di cellulare con cui abbiamo finalmente potuto prenotare il tavolo. Non lo abbiamo fatto di persona perché il ristorante è chiuso a pranzo.
Domenica sera partiamo e parcheggiamo davanti al ristorante, sulla cui vetrina c'è il logo, ossia un maiale con il tovagliolo intorno al collo e forchetta e coltello nelle mani. Simpatica la scritta "ingresso", in cui la lettera "e" è barrata e corretta con una "a", per trasformare la parola in "ingrasso".
Appena entrati e accomodatici notiamo che l'arredamento del locale lascia molto a desiderare. In pratica questo consiste in uno stanzone rettangolare con un paio di dozzine di tavoli Ikea apparecchiati con tovagliette di carta gialla e piatti di coccio smaltato. Questi ultimi sono il simbolo dell'antigienico: lo smalto era graffiato e staccato da mangiate e lavaggi precedenti e ad ogni taglio di cibo veniva via. Inoltre i piatti puzzavano di una sostanza chimica che non saprei identificare.
Ordiniamo 2 porzioni di crostoni al lardo, 6 grigliate miste e una pizza. I crostoni, a detta di chi li ha mangiati, erano buoni. Le grigliate, arrivate dopo un'attesa snervante e dal costo di ben €13 a persona (cazzo di Budda!), dovevano essere composte da una costola, una bistecca, una salsiccia e una fetta di capocollo tutti di maiale e un pezzo di pollo. Ho scritto dovevano perché in realtà mancavano 2 bistecche e c'era una costola in più. Che dire della grigliata... buona, veramente cotta a dovere, peccato che le bistecche erano grandi quanto un pezzo di Lego e nel complesso la porzione era veramente misera, quindi tanto pane e poca ciccia. La pizza, mangiabile, aveva solo un difetto: il condimento praticamente assente. Abbiamo chiesto una margherita con salsiccia, funghi e tartufo ed è arrivata una margherita con 5 pezzettini di salsiccia, 4 spruzzetti di tartufo e qualche funghetto in qua e là. Pazienza.
Veniamo al vino: accanto al bancone in piena vista c'è un impianto per la spillatura direttamente dalle damigiane. E' possibile scegliere tra Sangiovese, Morellino di Scansano, Nero d'Avola e altri che non ricordo. Abbiamo preso un litro di Sangiovese e uno di Morellino, serviti in due brocche sempre di coccio che ad ogni versata gocciolavano sul tavolo. Com'era il vino? Inchiostro! Entrambe le brocche sembravano pastorizzate per anni, abbiamo fatto tutti fatica a berle.
Per concludere abbiamo preso 5 caffè e sorpresa delle sorprese faceva pena pure quello. In pratica sembrava un Nescafè sbruciacchiato.

Lascio come ulteriore testimonianza delle immagini rubate da un sito recuperato dalla cache di google, http://www.jammucen.com/?p=257 Purtroppo non ho potuto fare foto.

Per condire l'intera serata devo parlare del nostro tavolo. La temperatura era molto fredda ed eravamo seduti davanti alla porta che nessuno chiudeva, prendendoci ventate fredde di continuo, nonostante un pannello protettivo. E il conto? Circa 19€ a testa per aver mangiato praticamente niente.



Ambiente: 5/10 - Arredamento scarno e sinceramente bruttoccio. I bagni erano bui, tutti senza carta e sapone. Inoltre un gradino nascosto ha attentato alla nostra vita.

Servizio: 4/10 - La ragazza ci ha accolto subito appena entrati e non ha tardato a prendere l'ordine. Peccato che le grigliate siano arrivate dopo un'ora nonostante il locale non fosse assolutamente pieno.

Pietanze: 6/10 - Le grigliate erano molto buone e meriterebbero almeno un'8, peccato per la quantità delle porzioni. La pizza è decente.

Prezzo: 4/10 - €19 a testa è un vero e proprio furto! Con questa cifra in posti tipo l'Astronave o San Gusmè sarei uscito con una pancia da settimo mese e una mezza sbornietta :)

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sabato 14 giugno 2008

Cenino al Bar Baffo a Isola d'Arbia






Alessandro, mio coinquilino, prima di tornare "in patria", a Bracigliano, mi ha chiesto l'ultimo desiderio: "Andiamo a fare un cenino da Baffo"? Che domande... ho accettato senza neanche pensarci. Giovedì sera, verso le 20, io, Martina e Alessandro siamo quindi partiti verso Isola d'Arbia, piccola frazione tra Siena e Monteroni. Baffo è una meta d'obbligo per un buon panino ed è tautologico uscirne soddisfatti.
Premessa: è un posto alla buona dove mangi principalmente affettati toscani, frequentato da gente di paese e bisogna adattarsi. Ogni tanto si ferma qualche turista di passaggio per la Cassia. Bellissima la scena di qualche mese fa di una coppia del nord che, indecisi su che panino farsi fare, ne ha chiesto uno alla bresaola. La signora del bar, quasi inorridita dalla richiesta, ha praticamente brontolato i clienti perché era inammissibile pensare alla bresaola in un posto del genere. La cosa bella è che hanno guardato la vetrina dei salumi a lungo e la bresaola non c'era! Forse l'hanno confusa con la lombata anche se la somiglianza a mio parere è scarsa.
A parte questo, entriamo e chiediamo un vassoio misto a scelta del proprietario per me e Alessandro. Unica richiesta una salsiccia e un assaggino di affettati. Martina opta invece per una pizza anche se alla fine ha assaggiato abbondantemente i salumi.
Ci accomodiamo nella saletta accanto:




Chiariamoci subito, l'ambiente è quel che è, si tratta pur sempre di un bar di paese! Notare nella foto di destra la targa sulla porta... c'è una specie di stargate per LA? In realtà si va nella cucina e in un'altra stanza arredata a trattoria. Noi invece abbiamo voluto mangiare nella zona "rustica", anche perché c'era la partita dell'Europeo.



Nella breve attesa ci viene chiesto cosa vogliamo da bere. Prendiamo una bottiglia d'acqua e mezzo litro di rosso: ce ne portano una bordolese... meglio! In poco tempo arrivano gli affettati, invece la pizza al prosciutto crudo, rucola e grana (a blocchi!) necessita di un paio di minuti in più. Quest'ultima non è niente di che, non metto neanche la foto perché non rientra nella tipologia del bar secondo me. Discorso diverso per gli affettati. Arrivano salame, prosciutto, capocollo, lombata, una salsiccia (mia!) più un bonus di pecorino semistagionato. Peccato per la mancanza della finocchiona. L'avrei ordinata dopo se non fosse che per due persone gli affettati erano tanti anche se dalla foto non sembra.




Tra un gotto di vino e uno sguardo alla partita in cui sembrano scesi in campo i Muppets da quando sono imbranati i giocatori, gli affettati finiscono per la gioia mia e di Alessandro. Il barista ci chiede se abbiamo ancora fame tramite un gesto della serie "affetto?", visto che non poteva parlare causa panino in bocca. La risposta è negativa, siamo pieni. Prima di andare a prendere un ottimo grappino, do uno sguardo ai quadri e ce n'è uno un po' particolare che ci ha incuriositi:




Fin qui tutto normale, una normale tela che non vorrei mai in casa mia. Osservando più da vicino notiamo un particolare:



Ci sono due cacciatori che guardano in canna. Viene subito da pensare al film di Fantozzi in cui si sparano nell'occhio per vedere se la canna è ostruita. Che gran quadro ^_^
Una nota particolare ai baristi, che presumo siano marito e moglie. Sono una coppia terribile, da sganasciarsi dalle risate. Non so come spiegarvi, dovete andare anche solo per un panino a merenda per vederli all'opera. Per concludere, Baffo è un cult!

Ambiente: n.c. - E' orribile ma è perfetto per un bar di questo tipo.

Servizio: 10/10 - I proprietari sono due sagome. A volte hanno da parlare e ci vuole un po' a farsi servire, però se hai qualche richiesta cercano di accontentarti in tutti i modi. E' un locale mitico, qui la targa del Routard gli fa un baffo, lo dice anche il nome del bar!

Pietanze: 10/10 - Affettati deliziosi, formaggi idem. C'era anche il vecchio ciotolone con le acciughe sotto pesto che però per questa volta ho saltato, ma la prossima...

Prezzo: 8/10 - €30 per il vassoio, la pizza, la bottiglia di vino, l'acqua e due grappe. Non è proprio pochissimo, ma abbiamo mangiato tanto!


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lunedì 9 giugno 2008

Fine settimana ad Abbadia San Salvatore, con pranzo al Cantinone



Ebbene sì, si riparte per un breve fine settimana. Andiamo in tre ad Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata, per passare un sabato e domenica nella rustica casa di mia nonna. Partiamo da Siena intorno alle 15, imbocchiamo la Cassia dopo aver messo €20 di benzina al nuovo distributore ICM in Massetana che costa qualcosa meno degli altri, ma dobbiamo fermarci a Torrenieri perché qualcuno stranamente aveva da fare bisogni "grossi". Approfittiamo della sosta per una rapida spesa alla Coop, giusto per acquistare qualcosa per la cena: un pollo, salsicce, spiedini, pomodorini, insalata, pane e un deodorante visto che sempre quel qualcuno ne era sprovvisto e non voleva usare quello mio e di Martina. Capucci si offenderà, vergogna! Ripartiamo e nel giro di un'ora scarsa arriviamo ad Abbadia San Salvatore. Parcheggiamo la macchina, sistemiamo le nostre cose e usciamo a piedi in paese, direzione Pinzi Pinzuti, negozio molto particolare gestito dalla simpatica e gentilissima Marcella. Avete presente una bottega agroalimentare/di souvenir/di gingillini/... che vende qualsiasi cosa? Bene, questo negozio è ancora di più. C'è roba ovunque: negli scaffali, in mezzo al negozio, per terra, davanti al negozio, nella macchina della proprietaria, ovunque! Io ho acquistato del vino di loro produzione e una bottiglia di Bastarda Rossa, birra amiatina prodotta ad Arcidosso. Marcella ci ha fatto anche assaggiare un formaggio che era la fine del mondo e, dopo averci chiesto se ne volevamo un po', alla fine non ce l'ha dato nonostante avessimo detto di sì. Si sarà scordata :-)
Dopo che la proprietaria ci ha mostrato le new entries della bottega, ci dirigiamo verso la vicinissima ma insignificante, solo dal punto di vista visivo, pasticceria "Marrons Glacés", esercizio a dir poco divino. Ho conosciuto questo negozio neanche un anno fa, ma è stato amore a primo assaggio. Io vado letteralmente matto per le paste con la crema Chantilly di loro produzione. Non avete idea di cosa siano, mai sentito niente di più buono. Sullo stesso livello sono anche gli altri dolciumi, purtroppo non ho ancora avuto l'onore di assaggiare le torte e soprattutto i semifreddi che hanno un aspetto spettacolare. Prendiamo un vassoio da 6 per la cena e ci dirigiamo verso il pub della "Signora in Rosso", accanto a Pinzi Pinzuti, dove noi 2 maschietti prendiamo un paio di birre. Il pub in realtà non ho idea di come si chiami, noi lo abbiamo battezzato così perché le altre volte in cui ci eravamo stati c'era sempre la proprietaria vestita di rosso. Questa volta invece era vestita di nero. Che delusione!
Finite le bevande ci dirigiamo verso via Roma in cui c'erano dei banchetti di roba vecchia con prodotti di qualità piuttosto discutibile. Facciamo sosta in un altro negozio che vende prodotti tipici locali per acquistare un altro paio di bottiglie di birra amiatina. Fortuna vuole che il venditore ne sia un rappresentante ma la cosa più bella è che non ne sapeva nulla! Gli ho chiesto se l'Aldobrandesca fosse una birra a base di frumento (dal colore della birra sembrava di sì): la sua faccia è passata dallo stupito all'imbarazzato ma ha saputo subito darmi una risposta grazie alla pronta lettura della brochure. Usciamo dal negozio dopo che questo simpatico "professionista" si è fatto pubblicità come dj e torniamo a casa. Io mi improvviso fuochista e in un lampo riesco ad accendere il fuoco nel caminetto per fare la grigliata. Tutto procede abbastanza bene, la cena è decente, io sono pieno che scoppio e i gatti hanno fatto festa con le ossa del pollo. Andiamo a letto stanchi dopo una partita a "non ti arrabbiare", gioco tipico tedesco nonché infinito che Martina si è portata dietro. Qualcuno però non riesce a dormire a causa degli spiriti e santi vari che fanno i dispetti.
La mattina dopo mi alzo prima di tutti, pulisco casa e, una volta tutti svegli, decidiamo di andare a mangiare al Cantinone, ristorante che fa una pasta fatta a mano di grande livello. Inoltre adesso è periodo di funghi, perciò LET'S GO!




Il ristorante già lo conosco da un paio di anni e ho avuto modo di apprezzarlo sempre di più. In particolare, come già detto prima, fanno un' ottima pasta fatta a mano. In cucina c'è un giovane ragazzo, che presumo sia il figlio della proprietaria, che mi fa godere ogni volta con i tortelloni ripieni di ricotta e spinaci, piatto fisso ad ogni mia visita. Io che sono purista ho preferito quelli più semplici, ossia burro e salvia:




Martina invece ha preferito quelli con il ragù di carne:




Qualcuno invece ha fatto il diverso, ordinando i pici alla nana (anatra), ovviamente sempre fatti a mano:



I tortelli secondo me sono sopra alla media: pasta morbida e delicata non troppo sottile, probabilmente con una parte di grano duro nell'impasto. Anche il ripieno è delicato, con una predominanza di ricotta rispetto agli spinaci. Forse una punta di noce moscata in più non guasterebbe. I migliori secondo me sono quelli burro e salvia perché quelli al ragù sovrastano troppo il ripieno. Esiste anche la variante rucola e parmigiano, che sicuramente proverò.
Discorso diverso invece per i pici che ho solamente assaggiato: li ho trovati piuttosto anonimi, in particolare il sugo. Io avrei optato per qualcosa di più serio come condimento, tipo un bel ragù di salsiccia o il buon caro vecchio cinghiale.
Per secondo noi maschietti ordiniamo delle scaloppine ai funghi:



La carne era molto morbida, i funghi indubbiamente freschi anche se nel complesso non mi ha fatto impazzire. Forse io con la carne sono abituato a sapori più forti e perciò non ho saputo apprezzare la delicatezza del piatto. Capiamoci, non era per niente male, anzi, ma all'occhio mi aspettavo qualcosa di diverso. La cosa divertente è che quando il piatto è arrivato la porzione sembrava piccola, invece erano delle scaloppine a castello a 5 piani. Per contorno abbiamo preso un ottimo fritto di porcini sparito in poco tempo:



Per concludere abbiamo ordinato un salame di cioccolato, un tortino al mascarpone e uno ai frutti di bosco. Io ho assaggiato solo l'ultimo e posso dire che non era niente male, anche se dopo i funghi fritti non è che sia proprio il massimo :-)
Una nota sull'ambiente: il ristorante è in uno stanzone unico arredato in modo rustico. Se ben ricordo mio padre mi ha detto che una volta Il Cantinonte era luogo di ritrovo per ballare. Adesso di "Cantinone" è rimasto solo l'arredamento. Non ho fatto foto perché c'erano altre persone intorno a noi e non volevo disturbarle con flash vari.


Ambiente: 8/10 - L'ambiente è molto arredato ma con gusto. Niente è fuori posto. Forse l'unica cosa che stona sono le piastrelle non proprio stupende sulla stufa a legna per l'inverno.

Servizio: 9/10 - La signora è stata molto gentile e disponibile.

Pietanze: 8/10 - Tortelli mitici. Il resto molto buono. Interessante la possibilità di ordinare un bis o un tris di primi a scelta, anche se la stessa cosa deve essere fatta da tutti i commensali.

Prezzo: 9/10 - €57 per: 3 coperti, 3 primi, 1 acqua, 2 birre, 2 secondi, 2 contorni, 2 caffè e 3 dolci. In fattura i caffè e i dolci non sono stati conteggiati, non so se per errore o come sconto. Insomma... prezzi ottimi! Date un'occhiata qua sotto:




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martedì 13 maggio 2008

Ristorante Da Maurizio a Follonica



Domenica mattina ci siamo recati in 4 a Follonica (GR) e perché non approfittarne per fare una mangiata di pesce? Avrei voluto andare da Santarino, locale che amo particolarmente, ma per questioni di budget ho ripiegato su "Da Maurizio", posto noto per mangiare decentemente e a buon prezzo.
Il locale, specie nei giorni festivi e prefestivi, è sempre pieno, perciò ho prenotato.
Entriamo, ci sediamo e poi ordiniamo da bere mentre leggiamo il menu. I prezzi sono ottimi: primi sui €6, i secondi arrivano forse ai €10. Le portate invece sono poche, forse 10 in totale tra primi e secondi di mare; quelle di terra invece non so quante siano, ma sempre in numero esiguo. Da segnalare che alcuni pesci, come i totani, possono essere surgelati. Ma cazzarola... non siamo al mare??? Dopo una veloce lettura decidiamo di prendere un antipasto misto di mare per 2 persone in 4, visto che le porzioni sono abbondanti. Ci arrivano: chioccioline di mare, alici all'olio e cipolla, polpo lesso e vongole. Le chioccioline erano ottime, sugose, insomma fatte bene! Il polpo era non proprio morbidissimo, un po' insapore ma tutto sommato accettabile. Le alici invece non sapevano proprio di nulla, neanche l'olio aveva sapore: qui la parola extravergine non può neanche essere pronunciata. Nota dolente sono state le vongole. Erano in gran parte frantumate, scondite e soprattutto sabbiose. Infatti più di metà sono rimaste nel vassoio.
Per proseguire abbiamo ordinato delle farfalle verdi agli scampi per 3 e una porzione di pesce alla griglia. La pasta non era male, ma niente di speciale. Per i miei gusti era un po' troppo unta, ma non in modo eccessivo. La grigliata (scusate per la foto) invece sapeva di olio vecchio, per quel
poco che ho assaggiato. La parte migliore era il "pescione", che una volta aperto rilasciava un buon profumo di "naturale", senza quintali di limone, prezzemolo e altri condimenti aggressivi.
Da bere abbiamo preso una bottiglia di vino bianco della casa, un litro di acqua. Per chiudere 3 caffè e un amaro.




Ambiente: 6/10 - Un comune ristorante di mare

Servizio: 7/10 - Personale simpatico e disponibile.

Pietanze: 5/10 - Ero già stato una volta in questo ristorante e avevo mangiato tutto sommato decentemente, ma questa volta sono restato deluso.

Prezzo: 8/10 - Abbiamo speso 60€ in totale con fattura.

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domenica 2 marzo 2008

Ristorante Pizzeria Bocca d'Ersa

Provo a ridare vita al blog dopo un lungo periodo di assenza. Avrei da parlare a lungo di Bristol dove sono stato per quasi una settimana a fine gennaio ma qualcosa mi blocca, forse la malinconia di un luogo dove sono stato veramente bene. Spero in futuro di trovare lo stimolo giusto.
A parte tutto questo veniamo alla grossa grassa mangiata di ieri alla Bocca d'Ersa a Poggibonsi in via Pisana. Era da tanto tempo che volevo andarci perché ho sempre sentito parlare benissimo di questo locale. Inoltre c'era stato mio padre, amici, parenti e io no. Le ingiustizie mi fanno male e di conseguenza ieri verso le 16 ho telefonato: ovviamente di sabato sera è tutto completo ma un tavolino da 3 persone per le 21.30 me lo liberano. Perfetto, anche se alle 19 in genere io ho già i crampi allo stomaco dalla fame.
Arriviamo alle 21.40 dopo una lunga ricerca del locale perché è seminascosto e il ristorante è ancora pieno. Aspettiamo dieci minuti davanti alla porta d'ingresso fin quando arriva una cameriera stressatissima dal lavoro che ci accoglie preparandoci il tavolo. Ci mettiamo seduti e mi giro intorno: mentre odo il rumore della gente che succhia cozze e vongole (facendomi aumentare ulteriormente il volume dei succhi gastrici), noto che le porzioni sono abbondanti e ciò non può che farmi piacere.
Finalmente arriva il menu: i prezzi sono ottimi considerando che si parla di pesce fresco. I primi partono dagli 8€ e salgono di poco mentre i secondi vanno dai €10 in su. Martina, che in questo periodo ha deciso di mettersi seriamente a dieta, ordina una pizza mentre io e un mio amico facciamo le cose per bene: un souté di cozze e vongole a metà, spaghetti al cartoccio per entrambi, frittura di calamari e gamberi per lui mentre zuppa di gamberoni, molluschi e crostacei per me.
La pizza si presenta piuttosto bene, anche se con il cornicione è un po' basso e troppo cotto. Le verdure sono fresche e in giusta quantità. All'assaggio l'impasto è buono, molto fragrante, leggerissimo e morbido fino in fondo, cosa rara da trovare. C'è da dire però che usano latte (si sentiva benissimo) che rende la pizza più friabile e modifica la colorazione, giustificando il mio giudizio sul cornicione. In parole povere una pizza tutto sommato buona, ben digeribile e bella grande... grande come la porzione singola che abbiamo preso per antipasto in due: un ciotolone che inizialmente mi ha spaventato tanto da farmi gridare con stupore "maremma maiala" a voce alta con figura di merda annessa. Meno male che in Toscana nei ristoranti si parla a voce alta!
Sull'antipasto niente da dire, a parte un po' di sabbia di troppo su alcune cozze ma è stato un caso isolato. Comunque non deve accadere! Mi è piaciuto il fatto che sul fondo del piatto di portata ci fossero due fette di pane che hanno raccolto buona parte del sugo: ottime! La nota negativa è che il condimento era un po' troppo delicato, in particolare mancava l'aglio che qua non guasta.
Poco dopo aver finito l'antipasto e averci portato nuovi piatti puliti arrivano gli spaghetti chiusi in un cartoccio a forma di cigno: non abituati a certe "raffinatezze" e colti dallo strullo, abbiamo fatto varie allusioni sulla forma dell'animale, in particolare al lungo collo che ricordava... beh non lo posso dire. Una volta aperto scopriamo che si tratta di una specie di spaghetti allo scoglio con calamari. La pasta era cotta proprio bene ma un po' troppo salata per i miei gusti mentre il condimento non mi ha esaltato: il pesce, molluschi in particolare, pareva fosse surgelato piuttosto che fresco e nel complesso non ho trovato un gran sapore. Mi ha un po' ricordato quelle vaschette di misto mare scoglio che si trovano nel banco dei surgelati al supermercato. D'altro canto quel cigno era enorme e abbiamo fatto in totale 4 piattate abbondanti. Anche il condimento era in grande quantità.
Veniamo alla frittura che ho solo assaggiato. Personalmente l'ho trovata deludente: troppo secca la panatura e l'olio di frittura sapeva da vecchio. Un po' meglio invece la mia zuppetta che però mi ha tanto ricordato il condimento degli spaghetti. Ottimo il sughetto rosso di base che avrei tirato su con il pane se non fossi stato così pieno.
Da bere abbiamo preso una bottiglia d'acqua, una di vino bianco della casa di origine siciliana più un mezzo litro di frizzantino alla spina utile per "sgrassare" la lingua. Per chiudere 2 sorbetti al limone e un caffè. In totale abbiamo speso €70.
Che dire... una mangiata esagerata ma nel complesso non sufficiente come qualità. I sapori secondo me erano un po' ripetitivi nelle varie portate. C'è da dire però che era sabato sera, che il locale era più che pieno e forse tutto ciò può aver influenzato la qualità complessiva. D'altro canto è stata una serata molto divertente soprattutto quando ho aperto una cozza che mi ha sputato sulla maglietta, forse sulla maglietta. Da quel momento in poi è stato un susseguirsi di risate, in particolare di Martina che non riusciva più a smettere di ridere passando per ubriaca... peccato che sia astemia :-)
Voglio inoltre sottolineare la grande pazienza, gentilezza e simpatia di tutti i camerieri nonostante si siano fatti un culo grosso come una casa correndo in su e giù per il ristorante e sopportando tre cretini come noi.


Ambiente: 8/10 - Luogo curato, pulito, tutto sommato nella norma. Ho dato una sbirciata alla cucina e non ho mai visto tanta pulizia. Bravi!

Servizio: 9/10 - Non mi sarei mai aspettato tanto in una bolgia del genere, grazie mille, anche ai piccoli figli dei gestori che aiutavano i camerieri stanchi morti a preparare i tavoli per il giorno dopo.

Pietanze: 6/10 - Quantità enormi ma sapori non sufficienti. Discorso non assolutamente valido per la pizza che merita molto di più. Ricordiamoci che era sabato sera!

Prezzo: 8/10 - Considerando che abbiamo mangiato solo pesce ed escludendo i €10 di Martina, il prezzo non è affatto male. Se poi pensiamo alla grandezza delle porzioni...

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lunedì 10 dicembre 2007

Piceria Ristorante La Grotta del Borgo a Lucignano d'Arbia




ATTENZIONE: sono stato contattato dal genilissimo direttore del locale, comunicandomi che è stata rinnovata totalmente la gestione del ristorante. Pertanto questa recensione non è da considerarsi più valida ed attuale. Quando farò nuovamente visita al locale scriverò le mie recensioni. Per maggiori dettagli guardate il suo commento.


Ascoltando Radio Siena sento la pubblicità di una Piceria a Lucignano d'Arbia, vecchio borgo a 15 chilometri da Siena. La pubblicità parla di questo ristorante che offre pici fatti a mano in 100 salse diverse. Dopo aver passato un piacevole pomeriggio a Montalcino a bere Brunello al bar "La Fortezza" di Rossano di cui sicuramente un giorno vi parlerò, decidiamo di fare cena in questo nuovo locale. Una volta dentro ci accomodiamo al nostro tavolo e decidiamo cosa mangiare. Apro il menu smanioso di leggere la vasta scelta di pici fatti a mano... stocazzo!!! La scelta non supera i 5/6 condimenti e i prezzi non sono per niente bassi. I secondi non li ho neanche presi in considerazione per l'elevato prezzo e per la scarsa scelta. Ordiniamo pici ai porcini con aroma di tartufo e pici gialli. Da bere un litro di rosso della casa sfuso a ben €10 e acqua naturale. Porca miseria, possibile che a 2 passi dal Chianti un litro di vino locale venga proposto a questo prezzo quando nella maggior parte dei posti viene venduto a metà se non meno?
Nell'attesa ci portano gentilmente 3 bruschettine all'olio nuovo che abbiamo molto gradito. Dopo qualche minuto arrivano i nostri pici: le porzioni sono giuste ma la qualità lascia molto a desiderare. Quelli ai porcini presentavano dei funghi molto abbronzati (leggi grigliati abbondantemente al limite della bruciatura) e il tartufo... quale tartufo??? Già nel menu si parlava di "aroma di tartufo", ma ho l'impressione che sia rimasto in cucina. Ancora peggio i pici gialli, ovvero pancetta, gorgonzola, zafferano e olio: prendete la pasta, mettetela nel piatto e versate una smodata quantità di olio a crudo fino a far scomparire la ceramica. Una pesantezza indimenticabile.
Non ci sono dubbi, non tornerò mai più in questo locale. I prezzi sono alti, i pici se sono fatti a mano sono penosi e il condimento è pessimo.

Voglio solo aggiungere che il mio è un giudizio personale e si basa su una sola visita. Non ho nulla contro i gestori o il ristorante in sé. Se qualcuno farà visita alla Grotta del Borgo mi lasci un commento per sapere cosa ne pensa, cosa gradita per ogni altro locale da me recensito.

Ambiente: 5/10 - Rinnovato di recente ma poco accogliente, direi nudo. Belli i bagni.

Servizio: 8/10 - Camerieri gentili. Finita l'acqua ne hanno subito portata dell'altra senza chiedere.

Pietanze: 2/10 - Mai mangiato così male. Unto e bruciacchiato sono i padroni. Inoltre la scelta è ben diversa da quel che dice la pubblicità.

Prezzo: 4/10 - Troppo cari, soprattutto perché abbiamo mangiato di merda! Inoltre 2€ di coperto per una tovaglietta di carta, posate e bicchieri è un furto. In totale abbiamo speso €44.

Ho pensato di inserire dei piccoli banner per prendere qualche spicciolo, come contributo per il mio impegno nella redazione del blog. Non tempesterò le pagine con le pubblicità, in quanto veramente fastidiose. Le troverete solamente tra la fine del post e i commenti.
Non posso dirvi di cliccare sui banner perché è vietato dal regolamento; quindi se volete darmi una mano dovete farlo di vostra spontanea volontà e per vostro interesse... grazie mille!

Osteria Bottega dell'Abate




La Bottega dell'Abate, osteria/ristorante, è vicinina a Castellina Scalo, a pochissimi chilometri dalla più nota Castellina in Chianti, in cui è impossibile per uno squattrinato come me fare cena poiché i locali hanno costi proibitivi (anche se il Ristorante "La Torre" meriterebbe una visitina...).
Trovare la Bottega dell'Abate è impossibile: non c'è un cartello, un'indicazione, una luce identificativa. Solo entrati nel cancello appare l'insegna, che al buio ovviamente è praticamente impossibile vedere.
Esternamente il locale si presenta molto bene: un vecchio casolare messo a nuovo fa la sua figura nel piccolo piazzale. Complimenti a chi ha fatto i lavori e a chi ha avuto l'idea di aprire un'attività in questa costruzione! Tutta questa perfezione mi ha fatto venire il dubbio che l'osteria fosse molto cara; nonostante ciò entriamo (eravamo in 3) con qualche sospetto. I tavoli sono pochi, in totale 30 posti o poco più anche se probabilmente d'estate i posti aumentano. I muri, tinteggiati di un color giallo ocra stile spatolato, sono illuminati da alcuni faretti. I tavoli, in legno massello, sono di varie misure: da 2 posti fino a uno molto più capiente. Le tovaglie non esistono, ma vengono usate le più pratiche tovagliette in carta gialla che adesso vanno molto di moda. Carina l'idea di usare bicchieri, piatti e brocche in terracotta. Al centro della sala c'è un bel bancone in marmo dietro a cui "abita" il cameriere. La cucina si trova in un locale adiacente.
Al nostro arrivo tutti i tavoli erano occupati e il cameriere ci ha fatto accomodare in quello grande insieme ad altre persone... e questo mi è piaciuto molto! Il menu non è ricchissimo ma presenta pietanze molto interessanti, in particolare i secondi. Venendo al nostro ordine, io solo soletto ho preso l'antipasto, ovvero un tris di bruschette miste: una all'olio nuovo, un'altra ai funghi e infine una con i fagioli. Quest'ultima non mi ha entusiasmato (il connubio non mi sembra tanto adatto), mentre le altre due erano semplici ma meritevoli, grazie anche a un pane adattissimo alla tostatura.
Veniamo ai primi: la mia ragazza ha scelto i tortelloni maremmani ricotta e spinaci conditi con salsa al tartufo. La porzione poteva essere un po' più abbondante ma sono stati letteralmente spazzolati via in un minuto. Alessandro ha optato per i classici pici cacio e pepe: io non gli ho assaggiati ma il fatto che non abbia mai alzato lo sguardo da quel piattone e che ogni 10 secondi sentivo un "mmmhhhh" testimonia il gradimento del mio amico. Io invece ho fatto bingo: tagliolini ai porcini. Il condimento non era molto gustoso, ma i tagliolini erano divini. Morbidi, cotti bene e in quantità industriale. Erano tanti, ma così tanti che anche io mi sono spaventato. Ovviamente gli ho finiti. La prossima volta li riprendo di sicuro, chiedendo però come condimento un bel ragù di carne oppure il tartufo.
Scegliere i secondi non è stata cosa facile perché tutto avrebbe meritato un assaggio: niente scaloppine, tagliate alla rucola e parmigiano o altre cose "banali", bensì ricette un po' alla vecchia miniera con un tocco di Toscana. Abbiamo ordinato stracotto al chianti, tasca di vitellone con ripieno di cinta senese e polpette con un nome strano che sinceramente non ricordo. Quest'ultime non hanno entusiasmato nessuno. Non dico che non fossero buone, però si trattava di ordinarie polpette al prezzemolo cotte nel pomodoro. Ben differente invece il discorso degli altri piatti: lo stracotto, forse un po' troppo forte di sapore di rosmarino, era morbidissimo, si scioglieva in bocca. Idem per il vitellone che probabilmente merita il primo posto: grande ricetta!
Come contorni patate sabbiose (ovvero patate cotte al forno con briciole fritte) e cipolline caramellate che a me proprio non sono piaciute. Infine abbiamo ordinato un assaggio di misto di dolci accompagnato da un buon vinsanto. C'erano castagnaccio, torta con la marmellata di albicocche, torta al cioccolato, cantuccini fatti a mano e una incredibile torta di mele, mai mangiata una cosa del genere, veramente indescrivibile da quanto era buona. Da bere acqua e un litro di vino rosso. Spesa totale €24 a capoccia.
Da sottolineare la gentilezza e la simpatia dello staff del locale, in particolare il giovane cameriere (proprietario?) a cui abbiamo rotto le scatole alle 21.30 di sera che si è messo a guardare con noi i libri della campagna Toscana a disposizione dei clienti.

Ambiente: 9/10 - Molto molto molto carino e ben curato.

Servizio: 9/10 - Gentili e simpatici.

Pietanze: 8/10 - Non tutto mi è piaciuto, ma se si sceglie bene è una goduria.

Prezzo: 8/10 - La spesa non è eccessiva, anche se un prezzo del genere è più facile trovarlo in centro a Siena

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mercoledì 14 novembre 2007

Ristorante l'Astronave a Scorgiano

Mercoledì 7 novembre ho avuto il piacere di tornare all'Astronave, ristorante situato a Scorgiano, nei pressi di Monteriggioni. Il nome deriva dal fatto che il locale è stato aperto nell'anno dello sbarco sulla luna.




Il locale, che dovrebbe essere una ex discoteca, è disposto in un unico salone ed è essenzialmente brutto e soprattutto vecchio: i pavimenti sono di una specie di travertino spezzettato con le fughe verdi assenzio, una meraviglia! Il muro è tappezzato da perlinato in plastica effetto finto legno. La parete che dà sull'esterno è formata da enormi finestroni e l'illuminazione è fornita da dei neon: entrambi gli elementi potrebbero benissimo stare in un ufficio. I tavoli, molti, sono semplicemente apparecchiati: su questi spicca una sottotovaglia verde, che ovviamente si deve intonare con le "splendide" fughe.



In fondo al salone c'è la buia cantina, chiusa dietro a un enorme cancello in ferro battuto. Nonostante l'arredo lasci a desiderare sia come aspetto, sia come età, il locale è pulitissimo. L'unica parte nuova sono i bagni dove devi fare tutto in fretta e furia altrimenti il timer della luce ti lascia al buio obbligandoti a sbracciare nella speranza che la fotocellula ti veda.
Veniamo ora al cibo. Il menu è essenzialmente casalingo. Troviamo sia piatti di carne, sia di pesce ma quest'ultimi sono surgelati. Noi eravamo in 4 e abbiamo preso 2 antipasti composti da crostini ai funghi tipo trifolati, crostini neri di fegato, salame e prosciutto. Gli affettati erano tutto sommato piacevoli, i crostini di funghi a me sono piaciuti anche se non molto saporiti, mentre quelli neri lasciavano un po' a desiderare.




I primi sulla lista saranno circa una decina ma ne abbiamo ordinato solamente due porzioni: una di tagliatelle ai funghi e una di ravioli al ragù di carne. I primi mi hanno piacevolmente sorpreso: nonostante il condimento fosse praticamente quello dei crostini a parte l'aggiunta di pomodoro e poco più, si sposava perfettamente con la pasta fatta sicuramente da loro. Un piatto nella sua banalità da spazzolare via in 2 minuti. Non posso dire la stessa cosa dei ravioli: nonostante il sugo un po' forte e con sapore leggermente da bruciato ma tutto sommato buono, la pasta non era delle migliori. Sicuramente veniva da una busta di quelle da banco frigo di qualità non alta. Nota positiva le porzioni, moooolto abbondanti tanto da mangiarci quasi in 4.
Ora veniamo ai secondi, ovvero il motivo per cui vado sempre volentieri all'Astronave. Il menù propone la grigliata mista, salsicce, bistecchine di maiale, rosticciana, pollo alla griglia e la fiorentina. Abbiamo preso quest'ultima per 2 persone e il pollo. La bistecca era troppo cotta, le volte precedenti era sensibilmente migliore; nonostante ciò la carne era morbida, succosa e saporita, grazie anche alla drogatura. A dire il vero la fiorentina andrebbe solamente salata e pepata a fine cottura, quindi niente intingoli, oli, spezie... ma a me piace anche così. Il pollo invece si merita una semplice sufficienza. Per accompagnare il tutto abbiamo ordinato due porzioni enormi di patatine.
Per concludere una normalissima fetta di crostata di ciliegie e un immangiabile salame di cioccolato molto secco. Da bere un paio di bottiglie di vino una di acqua e 2 caffè. Spesa totale €75
L'Astronave è un ristorante in cui vado sempre volentieri anche se bisogna assolutamente essere muniti di auto. Non è un posto romantico e neanche raffinato, infatti è facile trovare cene aziendali o tra amici. D'estate, nonostante vengano aggiunti molti tavoli all'aperto, è bene prenotare.

Ambiente: 4/10 - Come detto vecchio e brutto. Meglio che decidano di non restaurarlo altrimenti i prezzi si alzano.

Servizio: 7/10 - Un cameriere ci ha serviti con pazienza e un po' di inesperienza visto che lavora da poco.

Pietanze: 8/10 - La carne fa da padrona. Il resto dei piatti invece devono essere scelti.

Prezzo: 6/10 - Non male anche se, essendo abbastanza fuori Siena, dovrebbe essere un po' più economico.

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mercoledì 17 ottobre 2007

Ristorante Pizzeria il Ponte: quando l'olio è di casa




Nel fine settimana appena passato io, Martina e un mio amico siamo andati ad Abbadia San Salvatore, sul Monte Amiata. Purtroppo siamo dovuti partire in tarda serata, quindi per cena ci siamo fermati nell'unico ristorante/pizzeria di Ponte d'Arbia, vicino a Buonconvento. Il locale si trova subito dietro a una curva e l'uscita dal parcheggio è abbastanza pericolosa. Una volta parcheggiata la macchina nel piazzale a sterro siamo entrati: le pareti color rosso film porno ci hanno dato il benvenuto.
Il locale è disposto su due piani: al primo ci sono i tavoli, la cassa e la cucina in una stanza separata, mentre al secondo troviamo altri tavoli e il bagno. E' stato divertentissimo lavarsi le mani perché la distanza tra l'erogatore del sapone e il lavandino è ridottissima.
Una volta seduti ci hanno portato i menu e un cestino con dei pezzi di focaccia fatti a quadrottini: non male come sapore ma piuttosto unti tanto da essere praticamente fritti sotto... e questo è un presagio.
Una volta deciso cosa ordinare, abbiamo aspettato pazientemente la cameriera che ha servito chiunque altro prima di noi. Nel frattempo una coppia di anziani hanno mangiato un piatto di pasta al pomodoro e un petto di pollo ai ferri. Ora mi domando: ma se devi mangiare queste cose, che ca**o vai a fare al ristorante? Vabbè, fatti loro.
Finalmente ordiniamo le nostre pizze: io prendo una maialona (che nome, eh!) cioè con salsiccia, prosciutto, wurstel, salamino a cui io ho fatto aggiungere della cipolla per alleggerire il tutto. Martina, per controbilanciare il mio alito, decide per una tonno e cipolla. L'altro commensale una wurstel e salsiccia. Dopo pochi minuti arrivano i nostri piatti e vedo subito che qualcosa non va. Nonostante nel menu si vantino di avere il forno a legna come sinonimo di qualità, le pizze sono indubbiamente stese con il mattarello: il cornicione è bassissimo e il disco è estremamente regolare e molto sottile. Al momento del taglio scopro altri orrori: l'impasto è stato lievitato di fretta e furia (pizza cotta sopra e sotto ma cruda nel centro con alveolatura assente), i wurstel avevano qualche giorno di troppo e l'impasto era insipido. La cipolla è stata messa a crudo prima dell'infornata ed è stato aggiunto un abbondante giro d'olio che sapeva di vecchio e fritto per via della cottura. Ancora peggio la pizza di Martina: il tonno, del peggior discount, non è stato praticamente sgocciolato e ad ogni fetta l'olio cadeva in abbondanza sul piatto. Che schifo!!!
Il bello è che fanno i simpatici sul menu, con frasi del tipo "non chiedete il calzone il sabato sera perché ci vuole troppo tempo a farli e il pizzaiolo si incazza". Probabilmente lo stesso menu è quello del vecchio proprietario: persona fuori di testa ma estremamente simpatica e vivace. Ero stato in questo ristorante 3 anni fa e non posso dirvi cosa mi ha detto il proprietario quando ho ordinato la maialona.
In conclusione non mangiate la pizza in questo locale se non volete sorbirvi un pasto mediocre e una possibile nausea dopo cena. Magari i primi e i secondi sono squisiti, chissà... Ah, non ordinate neanche il caffè, non dico altro.

Ambiente: 6/10 - Niente di speciale, un normalissimo ristorante.

Servizio: 6/10 - La cameriera è stata molto gentile anche se ci ha serviti un po' tardi.

Pietanze: 3/10 - Parlo solo per la pizza: unta, lievitata male e condita peggio.

Prezzo: 6/10 - Nella media.

P.S. Avevano finito i bigliettini, perciò ho usato la bustina di zucchero per le immagini.

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lunedì 1 ottobre 2007

Ristorante mezzavia





Dopo essere stato a visitare la stupenda Val Sarentino, luogo fiabesco che merita assolutamente di essere visitato (ci manca solo Heidi!), ho avuto il piacere di fermarmi in questo locale dove la cuoca cucina tutto a mano: dalla pasta ai dolci. Ho assaggiato lo strudel di mele e la rolade, dolci tipici altoatesini. Wow!!! La signora è proprio un fenomeno in cucina. Avete presente quei dolci morbidi, cremosi al punto giusto che entrano in bocca e piano piano appagano ogni singola papilla gustativa? Ci siamo capiti.
C'è anche da dire che in Alto Adige c'è una cultura dei dolci, sono buono praticamente ovunque. La pecca è che quasi tutti hanno noci, mandorle e simili... peccato che io sia allergico alla frutta secca.

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Uno spuntino dai Carrettai




Nel centro di Bolzano, che per la cronaca è poco più grande di una Panda e una 500, c'è un simpatico posto: Dai Carrettai. Il locale è una specie di osteria in cui si servono svariati tipi di tartine e vino. La particolarità è che è tutto self service: le tartine sono in più vetrine mentre il vino, bianco e rosso, è alla spina. Ho bevuto un bicchierino di rosso e non era un granché, anzi...
Le tartine invece erano lodevoli: il pane, tagliato a fette da degli sfilatini, è morbido ma allo stesso tempo con la giusta consistenza mentre le guarniture saporite e nella giusta quantità. Ce ne saranno 15 tipi: salame e formaggio semi stagionato, prosciutto al forno e gorgonzola, con le chele di granchio fritte e altri tipi che onestamente non ricordo.
Il locale è in un'unica stanza, i tavoli sono tutti in legno e, nonostante l'arredamento spartano, l'ambiente risulta ordinato e ben curato. La nota dolente è il prezzo: 3 crostini e un bicchierino (e dico ino) di vino 4€ in totale. Sinceramente una tartina 1€ mi sembra tanto! Va bene che non sono piccole e ben guarnite, però a mio parere andrebbero dimezzate di prezzo.
Non so se il locale alla sera propone primi piatti o pietanze del genere, comunque è un ottimo luogo per un aperitivo e/o per uno spuntino pomeridiano. Attenzione che una tartina tira l'altra e si fa veloci veloci a spendere 10€.

Ambiente: 8/10 - Semplice ma è quel che ci vuole per un locale del genere.

Servizio: nd - Alla fine è tutto self service escluso per la birra e per pagare.

Pietanze: 9/10 - Le tartine sono ben guarnite e disponibili in ogni sorta.

Prezzo: 3/10 - 1€ una tartina è troppo.

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martedì 25 settembre 2007

Bozner Bier, ossia Birra di Bolzano




Hopfen è una birreria di Bolzano. La particolarità è che la birra la producono nel locale e precisamente 3 tipi: helles (bionda), dunkel (scura) e weisse (di frumento). Non voglio mettermi a giudicare le bevande ma posso solo dire in modo del tutto superficiale che la prima è estremamente beverina (leggi molto acquosa) e povera di luppolo da amaricatura, la seconda è più marcata sia come sapore sia come amaro grazie anche a malti tostati, mentre la terza è molto più raffinata e sprigiona sentori di banana e soprattutto mela (sarà perché siamo in Alto Adige) mentre il gusto persiste a lungo senza essere invadente; in poche parole la trovo un'ottima birra al contrario delle altre. I prezzi sono più bassi dei soliti Irish pub.
Nel locale vengono inoltre serviti primi piatti sia tedeschi, sia italiani. Purtroppo la nostra lingua non è il forte della casa: cucinano il peto d'anatra!!! Non ho avuto modo di assaggiare niente di solido, però ho visto portare abbondanti porzioni in padelle ramate e alla vista il tutto sembrava delizioso. La particolarità è che in Alto Adige i tedeschi iniziano a fare cena anche alle 17.30, cosa che per me equivale alla merenda.
In questi giorni avrei voluto fare anche un salto alla fabbrica della Forst per una visita ma sono possibili solo a luglio e agosto, peccato.

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domenica 16 settembre 2007

Massi pesca... e Gioia frigge!

Io e Martina abbiamo passato 3 giorni a Follonica, in provincia di Grosseto. Il tempo non è stato clemente, infatti sono riuscito a fare un solo bagno nel golfo di Baratti, zona etrusca a mio parere bellissima, in particolare per il mare e il panorama. Mica scemi gli etruschi!
Io ho un appartamento a Follonica e nel quartiere di Senzuno ho scoperto lo scorso anno per caso questa bancarella.





In pratica è una pescheria ambulante che funge anche da friggitoria. Abbiamo acquistato una spigola e un'orata (un kg in totale) da fare al cartoccio e una bella frittura di totani e gamberi per due persone. Ci potevo mettere pure un po' di paranza ma non mi piace moltissimo. Questo è il risultato:




La frittura era buona, gustosa e cotta molto bene; forse un poco unta. Non ho osato aggiungerci del limone perché secondo me ammazza la frittura, come lo zucchero nel caffè che io bevo rigorosamente amaro. I pesci da cuocere gli abbiamo pagati 10€ in totale e la frittura 13€. Ogni volta che vado a Follonica è un appuntamento fisso!

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domenica 9 settembre 2007

Cena sul lago all'Acqua Borra




La mia teoria è questa: più un locale è brutto e meglio si mangia. Il mio pensiero è avallato da una specie di ristorante/bar che si trova al lago dell'Acqua Borra su cui si pratica pesca sportiva. Avete presente una bettola, una baracca, un pollaio... no ora un pollaio no, però un posto non proprio accogliente? Ecco, questo è dove sono stato a mangiare ieri sera. Voi direte "c'è il lago, è un bel posto". E invece no! Fa cacare però si mangia bene e alla buona, come piace a me. Il locale ha circa 40 posti al coperto più molti altri fuori. Il menu è fisso: si mangia quel che c'è e la carne alla brace c'è sempre per fortuna. Eravamo 4 persone e abbiamo mangiato: crostini di fegato e milza e crostini con salsiccia e formaggio fuso. Per primo un bel vassoio di penne al ragù di carne senza grandi pretese ma che sono finite, quindi erano buone. Di secondo una bella grigliata mista (costoleccio, salsicce, fegatelli, mancavano purtroppo le bistecchine) accompagnata da una vassoiata enorme di patatine fritte. Da bere acqua per la mia ragazza e vino a volontà per noi 3 maschietti. La cosa bella è che il vino non lo abbiamo mai chiesto: appena arrivati era già sul tavolo e non appena finiva qualcuno ce ne portava ancora. La carne purtroppo era un po' troppo cotta; i fegatelli erano buonissimi! Per concludere tra tutti 3 caffè, 5 grappe e 2 amari. Spesa totale? 13€!!! Considerando che abbiamo mangiato come bufali e bevuto come alpini direi che è una cifra super onesta.
Ero già stato qua il 31 agosto e avevo mangiato una delle grigliate più buone della mia vita, quindi vi consiglio di farci una visitina. Io di sicuro ci ritorno!

Ambiente: 1/10 - E' una baracca di legno che crea un'unica stanza.

Servizio: 8/10 - E' un po' particolare, sicuramente non raffinato ma molto divertente, diciamo amichevole. Andateci e lo scoprirete. La sorpresa è garantita.

Pietanze: 7/10 - La carne è il piatto forte del posto mentre il resto non è nulla di speciale, molto casalingo

Prezzo: 10/10 - Meno di così non è possibile!

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mercoledì 5 settembre 2007

Vacanze romane: Porca Vacca


Immagino che il titolo sorprenda, ma Porca Vacca è il ristorante/pizzeria in cui siamo stati a cena lunedì. Il locale, situato vicino alla stazione di Termini, oltre a varie pizze, mette a disposizione una vasta scelta di carni da fare alla brace: bistecche, fiorentine, tagliate ecc. ecc. Io e Fabio abbiamo preso un crostone al lardo di colonnata e poi insieme a Martina e Giovanna una tagliata a testa. E' possibile scegliere tra vari tipi di carni differenti (nazionale, Danese, Irlandese, Argentina e altre che non ricordo) con condimenti differenti (rucola, parmigiano e pomodorini; porcini; lardo di colonnata oppure semplice). Abbiamo ordinato 3 tagliate argentine e una irlandese condite da rucola, pomodorini e scaglie di parmigiano. La carne viene servita su pietre ollari per mantenere il tutto in caldo. Secondo me è una scelta discutibile perché la carne continua a cuocere per molto tempo e sarebbe più adatto portare un piatto di servizio in modo da togliere i vari bocconi prima che questi perdano tutto il succo.
La carne era morbidissima, succosa e ben saporita: una delizia! Se tornassi indietro prenderei sicuramente un filetto con olio e pepe perché il locale mette a disposizione dei clienti un filetto di elevata qualità che merita di essere mangiato da solo.
Per riassumere abbiamo ordinato 2 crostoni, 4 filetti, 4 contorni, 2 litri di acqua, mezzo litro di vino e una coca e in totale abbiamo speso 120 Euri (è plurale e si dice Euri, ok?!?).

Ambiente: 7/10 - Semplice e ordinato. Manca a mio avviso di personalità.

Servizio: 9/10 - Rapidi e gentili. Ho chiesto informazioni sulle carni e il cameriere mi ha detto di tutto.

Pietanze: 8/10 - Le porzioni dei filetti erano abbondanti. L'unico problema è che bisogna mangiare di fretta, altrimenti la carne si cuoce troppo.

Prezzo: 9/10 - Sempre considerando che siamo a Roma e considerando soprattutto che abbiamo mangiato ciccia direi che sono stati onesti.

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Vacanze romane: la Fraschetta

Il giorno seguente dopo una dormita profonda ci siamo trovati alla 13 per andare all'Olimpico per Roma-Siena. Dopo un secco 3 a 0 per una Roma imprendibile e dopo un riposino in stanza siamo partiti per Ariccia, piccolo paese nella zona dei Castelli romani, a pochi chilometri da Genzano. Questa zona è ricca di fraschette, una specie di osterie che in passato erano luoghi in cui la gente portava il cibo da casa e beveva il vino in vendita nelle fraschette stesse. Adesso è possibile mangiare una quantità smisurata di antipasti: salumi di ogni sorta, porchetta, mozzarelle, formaggi, sottoli, sottaceti, le famose coppiette equine e pane casereccio. Posso assicurare (e ve lo dice uno che mangia tanto) che è difficile arrivare ai primi, impossibile ai secondi, data l'abbondanza. Ho ordinato per principio un piatto di bucatini all'amatriciana che però ho lasciato là dopo 5 forchettate perché ero pieno fino all'ultima tacca della gola. Abbiamo bevuto qualche bottiglia di un vino del posto: un rosso frizzantino dolce che è andato giù come il succo di frutta alla pera nonostante gli 11°. In 5 abbiamo speso 100€ in tutto. Che mangiata!!!
Non posso dare giudizi specifici perché non so in quale fraschetta sia stato. Posso sicuramente dire che mi sono trovato molto bene e sconsiglio a chiunque di andare il sabato a cena perché quando siamo stati noi (domenica in tarda serata) era praticamente tutto pieno. Sicuramente da provare, sia per l'ambiente rustico, sia per la gente del luogo.

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Vacanze romane: Old Bear



Dopo un riposo in albergo ci siamo trovati la sera per cena con Fabio e Giovanna (la sua ragazza) e siamo andati in uno dei locali più carini che abbia mai visitato: l'Old Bear. La taverna/pizzeria/birreria è situata in un ex convento ed è disposto su due piani più i tavoli fuori ed è vicinissimo a Piazza Navona, quindi anche il turista più rincoglionito è in grado di trovarlo. Il menù offerto è certamente non comune e si possono trovare piatti che raramente vengono presentati in altri posti. Io ho ordinato il timballo con zucca, speck e provola affumicata che è stato servito in un contenitore di terracotta altamente ustionante. Che dire... delizioso, ma così delizioso, che Martina se l'è mangiato metà nonostante i miei inutili sguardi minatori. Come secondo ho ordinato un filetto al pepe verde che era morbido come il burro. Credo che ci sia lo zampino di Feroci (macelleria di Roma che vende carni squisite). Come contorno patate al forno. Fabio mi ha fatto assaggiare l'insalata di spinaci con guanciale e parmigiano. Come si evince dal nome è un piatto con spinaci freschi su cui sono adagiati il guanciale cotto, il parmigiano e una salsa a bianca a base di yogurt: molto semplice ma posso assicurare che è uno dei contorni più buoni che abbia mai mangiato. Da bere acqua e una Staropramen, birra della Repubblica Ceca a bassa fermentazione. Nonostante il sito dica che la spesa media si aggiri sui 15/20€ noi ne abbiamo spesi 33 a testa; è stato un piacere darglieli anche perché ho mangiato in abbondanza.

Ambiente: 10/10 - A me piace tantissimo. E' accogliente, ben curato, pieno di orsacchiotti e bellissimo secondo il mio parere.

Servizio: 7/10 - Nella media

Pietanze: 9/10 - Tutto molto ma molto buono

Prezzo: 9/10 - Rispetto a Siena i prezzi sono alti ma rispetto a Roma assolutamente no! C'è da sottolineare che sono ancora in vigore i vecchi prezzi in Lire convertiti in Euro. Bravi!!!

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mercoledì 27 giugno 2007

La mia prima recensione: osteria pizzeria La Capannina a Scalvaia



Ho da parte su un altro pc qualche altra recensione già fatta tempo addietro, però voglio cominciare con una fresca fresca. Domenica scorsa ero in giro con la mia ragazza e i suoi genitori a San Galgano, bellissima abbazia in provincia di Siena. Dopo ci siamo recati a Monticiano, paese natale di Moggi (che culo, eh!). A circa 15 km c'è un altro paesino piccolo piccolo e brutto brutto, che si chiama Scalvaia. Lo conosco perché un mio amico ha la casa. Incredibilmente c'è un bel ristorantino/pizzeria: La Capanna. L'ambiente non è molto spazioso (saranno neanche 30 posti a sedere dentro) ma molto carino e accogliente. C'è pure un piccolo camino in cui d'inverno fanno carne alla brace. Esternamente c'è un giardinetto in erba ben tenuto, con qualche altro tavolo per la bella stagione.
Abbiamo ordinato 2 porzioni di tagliolini al tartufo, una porzione di tagliatelle al cinghiale, una porzione di salsicce con fagioli all'uccelletta e una di spiedini di maiale e pollo. Da bere un litro di acqua e un litro di vino rosso della casa. Io ho avuto il piacere di mangiare i tagliolini e gli spiedini. I primi erano delicati e buonissimi: una favola! Gli spiedini erano molto morbidi e insaporiti con foglie di alloro e un po' di peperoncino. All'inizio il sapore mi ha lasciato un po' perplesso perché lievemente aggressivo ma dopo qualche morso mi sono ricreduto, tanto che alla fine oltre a fare la scarpetta con il sugo rimasto sul piatto mi sono pure ciucciato le foglie di alloro! Non è elegante ma dovevo assolutamente farlo.
Le pizze, che non abbiamo preso, sono cotte in un forno elettrico a doppia camera. Le ho viste di sfuggita e mi sono sembrate decenti, ma di più non so dire.
Le porzioni sono nella media, come il prezzo: 55€ in totale. Voto: 8/10

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